Benvenuti nel sito ufficiale dell'Archivio di Stato di Mantova


Direttore Luisa Onesta Tamassia


SEDE:
Via Roberto Ardigò, 11 - CAP. 46100 MANTOVA 

SALA CONVEGNI:
Via Dottrina Cristiana, 4 - CAP. 46100 MANTOVA

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ORARI APERTURA AL PUBBLICO:

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Leonardo da Vinci nei documenti dell'Archivio di Stato di Mantova

Mantova, via Dottrina Cristiana n 4, Sacrestia della SS. Trinità - Archivio di Stato

Mostra documentaria a cura di A. Casotto, C. Tamagnin, L.O. Tamassia.Locandina Leonardo

6 aprile - 1 giugno 2019

La mostra sarà visitabile grazie alla collaborazione degli Amici dell'Archivio di Stato di Mantova, Delegazione dell'Associazione degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani nei seguenti orari:

VENERDÍ, SABATO E DOMENICA DALLE ORE 15.30 ALLE ORE 18.00.

INGRESSO LIBERO.

SI INFORMANO I GENTILI UTENTI CHE DOMENICA 21 APRILE, GIORNO DI PASQUA, LA MOSTRA RIMARRÀ CHIUSA AL PUBBLICO.

In occasione dell’allestimento della mostra documentaria è stato inoltre pubblicato un volume con studi e documenti dal titolo Leonardo da Vinci nei documenti dell’Archivio di Stato di Mantova, per i tipi di Publi Paolini, a cura di Stefano L’Occaso, con testi e trascrizioni di: Giovanni Pasetti, Stefano L’Occaso, Luisa Onesta Tamassia, Anna Casotto e Cecilia Tamagnini.

Quest’anno, nella ricorrenza del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci, il Comune di Mantova, l’Archivio di Stato di Mantova e l’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani hanno voluto tributare un omaggio al genio del Rinascimento organizzando una mostra documentaria che vede esposti tutti i documenti “leonardeschi” conservati presso l’Archivio di Stato di Mantova

Com’è noto Leonardo da Vinci, in fuga da Milano dopo la cacciata di Ludovico Sforza detto il Moro a seguito dell’ingresso dei Francesi, prima di passare a Venezia soggiornò a Mantova per circa tre mesi, tra il dicembre 1499 ed il febbraio 1500, ospite dei marchesi Isabella d’Este e Francesco II Gonzaga. Si fa risalire a quell’arco di tempo l’abbozzo del ritratto di Isabella, oggi conservato al Louvre, che mai si tradusse in un dipinto finito.

Il percorso espositivo si snoda attraverso il carteggio che la marchesa di Mantova intrattenne con il maestro nel tentativo di ottenere inizialmente un proprio ritratto ed in seguito almeno una sua opera. Grazie ad una fitta rete di intermediari e corrispondenti le lettere ci consentono di ricostruire quali interessi coltivasse Leonardo da Vinci in quegli anni e a quali capolavori stesse lavorando.

In mostra sarà inoltre esposta per la prima volta una lettera di Pietro da Novellara a Isabella d’Este, datata 14 aprile 1501, già facente parte dell’Archivio Gonzaga, trafugata in tempi remoti e riapparsa in una collezione privata di New York lo scorso anno. Grazie alla sensibilità dell’anonimo possessore, proprietario anche del dipinto noto come Madonna dei fusi la cui attribuzione a Leonardo è considerata molto attendibile e di cui il testo parla, la lettera è da pochi giorni ritornata nella sua sede naturale in Archivio di Stato a Mantova.